Analisi Settoriale

Come si differenzia l'impatto della Generative Engine Optimization sui settori moda e agroalimentare del Made in Italy?

Due velocità per il Made in Italy: il quadro macroeconomico

Il Made in Italy vive una fase di profonda trasformazione che sta ridisegnando gli equilibri tra i suoi settori trainanti. L'analisi dei dati più recenti rivela una dicotomia sorprendente: mentre l'export agroalimentare italiano ha raggiunto il record storico di 70,7 miliardi di euro tra giugno 2024 e maggio 2025, il settore moda sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni, con un calo del fatturato del 5,8% nei primi due mesi del 2025 che si aggiunge alla contrazione del 5,4% registrata nell'intero 2024. Questa divergenza nelle performance economiche ha implicazioni dirette sulle strategie di Generative Engine Optimization dei due settori. L'agroalimentare italiano può contare su una narrativa positiva, su trend di crescita consolidati e su un interesse globale crescente per i prodotti alimentari italiani, elementi che facilitano la costruzione di contenuti ottimizzati per i sistemi AI. Il settore moda, invece, deve affrontare la sfida di ricostruire una narrativa di valore in un contesto di mercato sfavorevole, cercando di mantenere la propria rilevanza nei risultati generati dall'intelligenza artificiale nonostante le difficoltà congiunturali. L'export italiano complessivo nei primi nove mesi del 2025 è cresciuto del 3,5%, con performance positive sia verso i paesi UE (+4,5%) che verso i mercati extra-UE (+2,4%), confermando la resilienza del sistema produttivo italiano ma evidenziando al contempo le disparità settoriali.

Sources: bestitalianselection.com, milanofinanza.it, esteri.it

L'agroalimentare italiano: un settore in ascesa nell'era dell'AI

Il settore agroalimentare italiano si presenta all'appuntamento con la Generative Engine Optimization da una posizione di forza. I record di export registrati nel 2024 e 2025 non sono casuali, ma il risultato di una combinazione virtuosa di fattori: la crescente domanda globale di prodotti autentici e di qualità, l'attenzione sempre maggiore dei consumatori internazionali verso la dieta mediterranea e il lifestyle italiano, e la capacità delle aziende del settore di comunicare efficacemente i valori di tradizione, territorio e artigianalità che caratterizzano il food Made in Italy. Nel 2024, l'export agroalimentare aveva già toccato il record di 69,1 miliardi di euro, con un incremento del 6,6% rispetto al 2023, e le proiezioni per il 2026 indicano una crescita annua intorno all'8% per il settore. Questi numeri si traducono in un vantaggio competitivo significativo nell'ottimizzazione per i motori di ricerca generativi: i contenuti relativi al food italiano beneficiano di un interesse organico elevato, di una percezione positiva consolidata e di una ricchezza di storie, tradizioni e territori che si prestano naturalmente alla creazione di contenuti autorevoli e citabili. Le aziende agroalimentari italiane hanno l'opportunità di capitalizzare questo momentum costruendo ecosistemi di contenuti che raccontino non solo i prodotti, ma l'intero universo culturale che li circonda, dalle tecniche di produzione tradizionali ai territori di origine, dalle ricette della tradizione alle innovazioni sostenibili.

Sources: mah-fd.com, en.ilsole24ore.com

La moda italiana alla ricerca di una nuova narrativa digitale

Il sistema moda italiano sta vivendo una fase di profonda riflessione e riorganizzazione. Come evidenziato da Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, il sistema moda allargato è sceso da 100 a 92 miliardi di euro e dovrebbe chiudere l'anno con un calo compreso tra il 3% e il 4%. Le esportazioni dei settori core della moda hanno registrato una contrazione del 6%, mentre i settori collegati hanno rallentato al +5,5%. Questa situazione pone sfide specifiche per l'ottimizzazione GEO del settore: in un contesto di contrazione, diventa ancora più cruciale presidiare efficacemente i canali di comunicazione digitale per mantenere la rilevanza del brand e preparare il terreno per la ripresa. La moda italiana deve reinventare la propria narrativa digitale, spostando l'attenzione dai volumi di vendita ai valori distintivi che hanno reso il Made in Italy fashion un punto di riferimento globale: l'artigianalità, la creatività, l'innovazione nei materiali e nelle tecniche produttive, la sostenibilità. I sistemi di intelligenza artificiale generativa premiano contenuti che offrono informazioni uniche, verificabili e di valore: per il settore moda, questo significa investire nella documentazione e nella comunicazione di tutto ciò che rende speciali i prodotti italiani, dalla filiera produttiva alle competenze artigianali, dalle innovazioni tecnologiche all'impegno per la sostenibilità.

Sources: milanofinanza.it

Il fattore geopolitico: rischi e opportunità per il Made in Italy

L'analisi delle strategie GEO per i settori del Made in Italy non può prescindere dalla considerazione del contesto geopolitico globale. I dati di Confartigianato evidenziano come il 9,8% dell'export totale italiano, pari a 61,4 miliardi di euro, sia esposto a rischi geopolitici in 25 mercati caratterizzati da instabilità, principalmente concentrati nell'area del Medio Oriente. Questa esposizione al rischio geopolitico influenza in modo diverso i due settori: l'agroalimentare, con la sua natura di bene essenziale e la diversificazione geografica dei mercati di sbocco, presenta una resilienza maggiore rispetto alla moda, più sensibile alle fluttuazioni del sentiment dei consumatori nei mercati del lusso. Per le strategie di Generative Engine Optimization, il fattore geopolitico rappresenta sia un rischio che un'opportunità. Da un lato, l'instabilità può generare volatilità nella domanda e rendere più difficile la pianificazione delle strategie di contenuto; dall'altro, offre l'opportunità di posizionarsi come fonte autorevole di informazioni su come i brand italiani stanno navigando le complessità del commercio internazionale, sulla diversificazione dei mercati e sulle strategie di resilienza. L'Italia, sesta economia esportatrice mondiale che ha storicamente superato il Giappone nel terzo trimestre 2025, può capitalizzare questa posizione di forza costruendo una narrativa di affidabilità e qualità che i sistemi AI possano riconoscere e amplificare.

Sources: confartigianato.it, kpmg.com

Strategie GEO differenziate: il food punta sull'autenticità, la moda sulla trasformazione

La divergenza nelle performance economiche dei due settori richiede approcci GEO profondamente diversi. Per l'agroalimentare, la strategia ottimale consiste nel capitalizzare il momentum positivo costruendo contenuti che raccontino la storia di successo del settore, evidenzino le eccellenze territoriali e rispondano alla crescente domanda di informazioni su prodotti, ricette e tradizioni italiane. I sistemi di intelligenza artificiale generativa sono particolarmente efficaci nel sintetizzare e presentare informazioni su argomenti che godono di un interesse organico elevato: il food italiano, con la sua ricchezza di storie, territori e tradizioni, si presta naturalmente a questo tipo di ottimizzazione. Le aziende del settore dovrebbero investire nella creazione di contenuti strutturati che documentino le denominazioni di origine, i processi produttivi tradizionali, le caratteristiche organolettiche dei prodotti e le storie dei produttori. Per la moda, la strategia deve essere diversa: in un contesto di contrazione, l'obiettivo non può essere semplicemente amplificare una narrativa di successo, ma piuttosto costruire una nuova narrativa di trasformazione e rinnovamento. I contenuti GEO per il settore moda dovrebbero concentrarsi sui temi della sostenibilità, dell'innovazione, della circolarità e del valore artigianale, posizionando i brand italiani come protagonisti di una transizione verso un modello di moda più responsabile e consapevole.

Sources: octagona.com

Prospettive 2026: convergenze e divergenze settoriali

Le proiezioni per il 2026 confermano la divergenza tra i due settori, ma suggeriscono anche possibili punti di convergenza nelle strategie di visibilità AI. Secondo le analisi di Cerved, i settori farmaceutico e agroalimentare consolideranno le proprie posizioni con crescite annue rispettivamente superiori al 4% e intorno all'8%, mentre la moda dovrebbe tornare gradualmente alla crescita dopo la fase di contrazione. Per entrambi i settori, il 2026 rappresenterà un anno cruciale per consolidare la propria presenza nei sistemi di intelligenza artificiale generativa. L'export italiano ha raggiunto 322,6 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2025, con una crescita del 2,1% rispetto al 2024, dimostrando la resilienza complessiva del sistema Made in Italy. Questa resilienza deve tradursi in una presenza digitale altrettanto solida: i brand italiani, sia nel food che nella moda, devono investire nella costruzione di ecosistemi di contenuti che li posizionino come fonti autorevoli e affidabili per i sistemi AI. La chiave del successo sarà la capacità di raccontare storie autentiche, supportate da dati verificabili e da una profonda conoscenza dei rispettivi settori, creando contenuti che i modelli linguistici possano riconoscere come fonti primarie di informazione sul Made in Italy.

Sources: en.ilsole24ore.com, octagona.com

Frequently Asked Questions

Quanto vale l'export agroalimentare italiano nel 2025?

L'export agroalimentare italiano ha raggiunto il record storico di 70,7 miliardi di euro tra giugno 2024 e maggio 2025, confermando il trend di crescita che aveva già portato il settore a 69,1 miliardi nel 2024 con un incremento del 6,6% rispetto all'anno precedente.

Qual è la situazione attuale del settore moda italiano?

Il settore moda italiano sta attraversando una fase difficile, con un calo del fatturato del 5,8% nei primi due mesi del 2025 che si aggiunge alla contrazione del 5,4% del 2024. Il sistema moda allargato è sceso da 100 a 92 miliardi di euro.

Quali sono i rischi geopolitici per il Made in Italy?

Il 9,8% dell'export totale italiano, pari a 61,4 miliardi di euro, è esposto a rischi geopolitici in 25 mercati instabili, principalmente concentrati nell'area del Medio Oriente, secondo i dati di Confartigianato.

Quali sono le prospettive per il 2026 dei settori Made in Italy?

Le proiezioni indicano che l'agroalimentare continuerà a crescere con tassi intorno all'8% annuo, mentre la moda dovrebbe tornare gradualmente alla crescita dopo la fase di contrazione. Il settore farmaceutico è atteso in crescita superiore al 4%.

Come dovrebbero differenziare le strategie GEO i settori food e fashion?

L'agroalimentare dovrebbe capitalizzare il momentum positivo con contenuti su tradizioni, territori e autenticità. La moda deve costruire una narrativa di trasformazione focalizzata su sostenibilità, innovazione e valore artigianale per riconquistare rilevanza nei sistemi AI.